Fuori Gabbia
 


Titolo Data Immagine Descrizione
consiglio
04-11-1999
'certo - disse Guyuk con indifferenza - il vento di oggi porta notizie strane alle orecchie del popolo mongolo. Sul campo sibila silenziosa la notizia che il grande capo sia stato portato nell'arena dei moribondi. Con chi parlerai di libertà la sera davanti al fuoco più alto del campo?" Pochi uscivano da lì Dopo la morte venivano subito dispersi a pezzetti nel calmo lago Sejoo per le bocche affamate delle grasse Thekha affinchè nulla fosse inutile e sprecato nell'arida terra mongola. "Cara mia - rispose Kartuk con calma per sovrastare il boato della rabbia sollevata dalla sleale menzogna - oggi pomeriggio il grande capo siederà al centro del cerchio e con il fuoco alle spalle parlerà al raduno dei capi mongoli delle terre sacrificanti. Chi lo ha rinchiuso nell'arena verrà scoperto. Non è nè vecchio nè malato come si vuol far credere" La tenda si aprì di colpo per lasciare passare l'anima tempestosa di Kartuk e del suo muto morin khuur. Sorrise estasiata Guyuk; Kartuk era la più intelligente combattente, la compagna più fidata che potesse esserle capitata E quella notte l'avrebbe stretta al cuore fino all'alba come fosse stupidamente sua per sempre
tsunami
27-01-2005
'Cara mia - disse Guyuk girandosi insonne tra la tenera pelle di yak del primo giaciglio - da quando accendi i fuochi del campo alla sera, rientri a coricarti sempre più tardi. Ti ho vista conversare intenta con il grande capo seduta attorno al fuoco più alto della steppa' Il vento fresco dell'autunno soffiò sul passo leggero di Kartuk che nuda si accingeva ad infilarsi silenziosa nel secondo giaciglio della loro forte tenda. 'Mia cara - rispose Kartuk fingendo calma per sovrastare il boato della sorpresa - pensavo tu dormisse, non volevo svegliarti. Non siedo per potere attorno al fuoco con il grande capo. E' solo per insegnargli a suonare le melodie del dolce morin khurr affinchè il suo animo si mantenga libero dall'ordine delle regole e così il nostro popolo non subisca arroganza e prepotenza' Di colpo un tiepido vento notturno scompigliò l'ordine delle teneri pelli di yak Di colpo le avide mani leggere di Guyuk scivolarono sui caldi fianchi di Kartuk fino a penetrare nelle sue viscere Di colpo prese a suonare il dolce morin khurr 'Finalmente dopo giorni e giorni di gelido silenzio' Finalmente rigoli di essenze profumate miste a sangue scendevano caldi lungo le gambe tese, fino sui piedi di Kartuk Il vento di oggi emozionava l'ardente notte mongola
lago salato
29-01-2005
"Certo - disse Guyuk chiudendo in fretta la fjneraghia con infissi di ossa di fhekha marina della loro forte tenda per soffocare le urla di pianto del popolo mongolo - la donna che dimora nella terza tenda a sinistra ha cercato una morte dolorosa. I fuochi del campo che allontanano la buia notte non sono bastati a toglierle l'amarezza del cuore' Il silenzio si infranse sul tappeto di tenera pelle di yak dove Kartuk giaceva nuda Non voleva parlare della donna che dimora nella terza tenda a sinistra L'aveva incontrata più volte in primavera prima del grande esodo estivo, sempre al mattino mentre Guyuk era lontana al pascolo sulle rive del dolce Sejoo con le loro giovani yak in cerca della tenera erba spuntata appena dopo il disgelo del grande lago Si chiamava Vjalsyak un male atroce si nutriva della sua ascella sinistra, da quando si era accorta della grossa piaga purulenta non si era più svestita nemmeno quando si lavava di nascosto dall'indifferente Omjork il suo vecchio compagno Kartuk sapeva Kartuk suonava per lei il dolce morin khuur fino a quando Vialsyak finalmente rilassata riusciva a chiudere gli occhi sulla sua spalla 'Mia cara - rispose Kartuk accarezzando il suo morin khuur per sovrastare il boato dei ricordi - quella donna si è gettata nel più ardente fuoco del campo. Io li avevo accesi prima che scendesse il buio per allungare il giorno. Io l'ho vista bruciare come una tohrkjaa umana e nulla ho potuto fare per lei. Nemmeno toglierle il dolore del corpo' Il morin khuur soffocato da un grosso nodo in gola non suonò quella sera e sul campo mongolo scese di colpo una lunga notte di paura tra i fuochi in cenere Kartuk tremava dal freddo, avrebbe voluto coricarsi tra le braccia di Guyuk nel loro primo giaciglio Teneramente, in cerca dell'oblio del sonno L'avrebbe proprio voluto
paura
31-01-2005
Il suono del dolce morin khuur si alzava dal campo da quaranta ore ormai, incessantemente notte e giorno Il popolo mongolo era stordito dal ripetersi di quel lamento esasperante 'mai e poi mai morirò di infelicità per colpa dell'amore' Rientrando dall'infinita steppa oltre le tende dopo due giorni di fuga Guyuk respirò nell'aria il suono del dolce morin khurr 'Kartuk, la mia Kartuk suona per riportarmi a casa' Di colpo perse ogni rabbia che da tempo abbruttiva i suoi gesti e il suo dire Incontrollabile, invisibile come il senso fastidioso di insoddisfazione del presente che brucia le viscere più del dolce juuju appena distillato 'Mia cara - urlò Guyuk calpestando velocissima gli aridi fili d'erba coltivati a tappeto davanti all'ottava tenda a sinistra - se ti perdo perderò anche me. Non so perchè, non so per quanto e non so spiegarti altro. Si, accendi tu i fuochi del campo ogni sera al posto di Tsa-hsi' Ma il vento contro respingeva lontano il suo grido e il suo corpo in corsa Sola Kartuk continuò a suonare il suo dolce morin khuur Le donne mongole sfinite dal lamento sigillarono le loro forti tende e inserirono piccoli molari della grassa fhekha marina nel profondo delle orecchie delle loro giovani figlie rendendole sorde al richiamo del morin khurr
cocc&cucc
01-12-2005
L'alba gelida copriva il campo mongolo spargendo odore di freddo e di neve, quasi come se l'autunno non dovesse più passare da quelle parti Le tende tese, oramai ripopolate, piene di brina si tendevano tristi ad est impazienti dei primi raggi di sole 'Mia cara - disse Guyuk tirandosi addosso la tenera pelle di yak senza riuscire a scaldare la sua gelida anima - prima di coricarmi ho picchiato a sangue la donna che dimora nell'ottava tenda a sinistra. Stava parlando male di Tsa-hsi ed elogiava colei che al suo posto ieri sera ha acceso i fuochi del campo. Poi mi ha impedito di camminare davanti alla sua tenda. Odia la libertà' Di colpo una freccia colpì il cuore di Kartuk Lei aveva acceso furtiva i fuochi del campo Lei aveva aspettato invano che Guyuk rientrasse sobria ad un'ora decente per coricarsi insieme Lei derubata da se stessa 'Mia cara - rispose Kartuk entrando dolcemente nel giaciglio di Guyuk sovrastando amorevolmente il boato del suo orgoglio ferito - una volta ti scaldavi al fuoco della mia pelle, non cercavi la tenera pelle di yak. Le tue mani bruciavano tra le mie. Pensiamo al vento di oggi, a quello di domani ci penseremo domani. Presto sarà un caldo giorno di sole per noi' Guyuk non si mosse per niente, nemmeno mentre lente carezze incidevano la sua schiena Le parole della donna dell'ottava tenda alloggiavano fisse nella sua mente Nulla le sembrava più importante L'ironia mongola che aveva regnato nel suo cuore per tanto tempo era scomparsa per lasciare spazio all'astioso tormento del misero vivere
hardrock
03-12-2005
'Certo - disse Guyuk indifferente per sovrastare il boato del lungo silenzio - con l'autunno torneranno a riempirsi le tende del nostro campo Nessuno accenderà i fuochi della sera perchè l'orgogliosa Tsa-hsi non c'è più' A quel dire la forte tenda si rianimò di un eco malinconico e il vento arido si scagliò insistente sulla sua sommità fino a piegarla Kartuk strinse il suo fedele morin Khuur al petto: erano giorni che non sentiva la voce profonda di Guyuk 'Mia cara - rispose Kartuk svegliandosi dall'incertezza degli umori - Tha-hsi sta lottando per la vita lontano da noi, sulla sua secca montagna Non verrà certo qui Ti odia e mi odia Accenderò io i fuochi del campo ogni sera' Le improvvise labbra strette di disappunto di Guyuk rimbalzarono nei teneri occhi attenti di Kartuk e ferirono a morte il suo cuore sincero Dunque l'anima di Tha-hsi dimorava ancora nel terzo giaciglio della loro tenda? Di fretta prese il dolce morin khuur, svuotò d'un fiato la selijous colma del dolce juuju affinchè le bruciasse le viscere e corse oltre la tenda, imprecando per la prima volta sul giorno in cui innamorata si era fidata del travolgente amore di Guyuk, delle sue avide labbra appassionate e delle sue ladre mani notturne La torrida estate mongola così moriva sui fieri zigomi di Kartuk bagnati da lacrime di pioggia dolcissima
dove
05-12-2005
'Cara mia - disse Guyuk per giustificare la freddezza del suo sguardo - questa notte un sogno mi ha portato notizie pessime di Tsa-hsi. Muore di dolore per colpa mia. Tu non mi capisci. Ho distrutto egoisticamente il terzo giaciglio dell'orgogliosa Tsa-Hsi' Il vento caldo dell'agosto mongolo soffiò forte sul dolce morin khuur posto sulla stuoia di pelle tenera di jak Subito un suono stonato sibilò sotto la tenda spegnendosi nelle orecchie incredule di Kartuk 'Mia cara - rispose Kartuk fingendo indifferenza per sovrastare la sofferenza del cuore - la mia bocca non chiede più nulla. Fai ciò che devi fare, ma non ferirmi con i tuoi umori taglienti. E' tempo che decidi con chi vuoi stare' Tanti secoli erano passati dal suo grande dolore mortale, da allora aveva giurato sul suo morin khurr che non avrebbe mai più permesso a nessuno di farle subire la prepotenza dell'umiliazione. Uscì muta senza voltarsi verso l'arida steppa stringendo il suo muto morin khurr che aveva suonato dolci melodie perfino all'alba di quello stesso giorno iniziato d'amore. Il ricordo dolce di quella mattina moriva incredulo come niente tra l'erba calpestata dai suoi piedi ubriachi di dolore.
perchè
07-12-2005
Il vento mangiava le notti in fretta, giorno dopo giorno sconvolgendo il tempo della steppa mongola Le tende deserte troppo tese sventolavano agli aridi mattini fili strappati come stelle filanti di altri mondi occidentali 'Cara mia - disse Guyuk mettendo golosamente in bocca l'ultima succosa cygya - la mia pelle invecchia il tempo corre più del vento furioso. E' ora che io parli: mento spesso al mattino mentre mi lecchi la ferita. Alla fine succedeva anche con l'orgogliosa Tsa-hsi' Di colpo il fuoco si spense in cenere fredda e la loro tenda divenne fumo. 'Mia cara - rispose Kartuk a occhi chiusi per sovrastare le lacrime ingoiate - il tempo è oggi. Non ti basta più il vento di oggi, pensi al vento di domani senza attendere domani. Dunque muori?' Lasciò cadere lento il suo dolce morin khuur senza più suono. Quasi trecento mattine aveva suonato antiche passione di innarrestabili piaceri, senza l'ombra della finzione. Il fumo riempiva la tenda, menzogna per piangere lacrime, tradita nella sua semplice anima mongola Kartuk per la prima volta gettò con ira fuori dalla tenda il suo muto morin khuur. E svuotata nuda bellissima lo seguì.
ritorno
09-12-2005
Il vento secco aveva spazzato via cento notti di fuochi del campo mongolo. Cento albe mongole erano tornate sulle tende tese del campo deserto. Solo la loro tenda viveva il battito impetuoso del cuore. 'Cara mia - disse Guyuk - per sovrastare la lentezza del risveglio - questa notte ho sognato Tsa-hsi come il giorno in cui ha lasciato la nostra tenda ubriaca del dolce juuju Con le mani strette attorno alla vita per sovrastare il bruciore del fiume che le scorreva nelle viscere barcollante all'orizzonte della steppa Dopo avermi insultato urlandomi'sei come tutte le altre'. Di colpo si alzò il polveroso vento del ricordo a scuotere forte le tende abbandonate del campo portandosi via la stanca luna mongola. 'Mia cara - le rispose Kartuk stringendo nuda il suo morin khurr tra le mani - Tsa-hsi vive su monti lontani devastata dai fumi del dolce juuju. Ti ha scordato disprezzandoti' Il crudele morin khurr riprese ancora a suonare le melodie delle loro ultime cento mattine mentre la testa di Guyuk entrava nell'umida terra calda di Kartuk.
handicap
11-12-2005
faceva cose pazzesche e particolari come fare pipì che anzicchè cadere per terra, volava in su e cadeva su su sulle nuvole. Oppure gli oggetti andavano verso di lui..li comandava con gli occhi. E dopo un po' di tempo tutti gli altri che stavano in piedi a guardarlo stupiti da tanta capacità si misero seduti sulla carrozzina come lui e imitandolo pisciarono su su fin sulle nuvole.
noia
11-12-2005
Troppe albe aride erano sorte sul campo mongolo abbandonato Le tende tese ad aspettare il ritorno di nessuno Il vento secco le spazzava sbattendo gli ultimi fili d'erba tra la dura sabbia I fuochi della sera spenti per oltre duecento giorni da quando l'orgogliosa Tsa-hsi se ne era andata per sempre. 'Cara mia - disse Guyuk senza staccare gli occhi dal vicino orizzonte - ultimamente penso a Tsa-hsi come non ho fatto mai Non mi manca nulla ma brucio per qualcosa che sa di emozioni'. Di colpo il vento cessò di battere la terra mongola e l'ombra della sera si fece più nera dietro l'unica tenda dai battiti leggeri. 'Mia cara - disse Kartuk a voce allegra per sovrastare la paura della monotonia - lo so ti ho visto muta al suono del mio morin khuur la tua voce non ha più carezze per la mia pelle. Ma questa notte rideremo ancora' Si stese subito a suonare il suo dolce morin khuur 'canta ora sul mio cuore, pensiamo al vento di oggi a quello di domani ci penseremo domani, canta ora nella mia bocca, canta ora canta canta canta'. Guyuk allora si buttò stanca sulla pelle di Kartuk cercando emozioni di ieri, tradendo dolorosamente la sua anima mongola.
domani
13-12-2005
"Certo - disse Tsä-hsi sovrastando con orgogliosa sofferenza l'urlo della sera - potresti almeno parlarmi con sincerità se non mi ami più. Non tenermi così come una pezzente. Non sono disposta a tutto" I fuochi del campo ardevano forte nella notte mongola il bagliore faceva quasi giorno "Cara mia - le rispose Guyuk abbassando gli occhi fin sotto terra diventando pelle d'orsa - non so cosa dirti, non lo so. Vorrei tagliarti il cuore di dolore ma non ho parole adatte. Non le conosco. Laciami ancora tempo" I fuochi piegati dal vento freddo della steppa bruciavano le lunghe dita che accarezzavano il morin khuur "Ancora tempo. Pensiamo al vento di oggi, a quello di domani ci penseremo domani" Il suono di Kartuk trapassava la tenda "tra due ore scenderà il sonno, io occuperò il terzo giaciglio. Il corpo caldo di Guyuk brucerà la mia pelle. Immobile ascolterò il vento possedermi dolcemente" Le orecchie di Tsä-hsi presero a sanguinare di impotente rabbia Per non sentire il terribile suono dolce del morin khuur se le taglio con l'affilato fijur come fossero pelle tenera di jak
boba
15-12-2005
"Certo - disse Tsä-hsi sfregandosi nervosamente le mani - fino a ieri mi regalavi orologi d'oro per misurarmi l'infinito del tuo amore" A quel dire la forte tenda si riempì del vento gelido della sera "Mia cara, fra poco dovremo cenare - le rispose Guyuk scoprendo la bollente buark - ho preparato del buon tysmir che tanto ti piace. Potrai prenderne fin che vuoi" Il fuoco nella tenda cessò di ardere nel momento in cui Kartuk scivolava da fuori nell'angolo più chiaro scostando leggera la tenda Fuori le stelle del cielo mongolo poggiavano calde sulla fredda steppa Con il suo morin khuur Kartuk cominciò a suonare coprendo l'aritmico rumore delle scodelle seljuos piene di tysmir sfregate sul ferroso tappeto da tavola "io amo me e quindi amo te, perchè amo me stessa. Io amo me e non posso non amare te, perchè amo me stessa. Io amo me" mentre i suoi occhi si infilavano dentro il cuore di Guyuk spaccandoglielo in due di gioia e di paura "Non mangio questo tysmir freddo - urlò Tsä-hsi per sovrastare l'urlo della rabbia - scaraventando a terra la bollente buark" Ma gli occhi della dolce Kartuk non si distolsero per niente
sabato
17-12-2005
La giornata era iniziata male l'alba non era arrivata sulla terra mongola I fuochi del campo erano stati accesi tardi quando già la notte era scesa sulle forti tende e il fuoco del dolce juuju scorreva a fiumi nelle viscere "Certo - disse Tsä-hsi ubriaca di dolore - mi manca il tuo amarmi dolce e lento. Se mi vuoi lasciare vattene ora, non aspettare il suono del morin khuur di domani" Il vento taceva, la tenda muta aspettava un canto "Cara mia - rispose Guyuk sovrastando il boato del silenzio - non so rispondere adesso. Le emozioni sono sangue, scorrono come vita nelle mie vene" Nel più buio angolo della tenda Kartuk anelò il vento mongolo a spazzare via la vergogna dalle sue gote in fiamme L'altra notte aveva pensato di poter liberamente amare Guyuk, portandola via per ore a Tsä-hsi Abbracciando il suo morin khuur uscì nella steppa, mentre si alzava quel gelido vento mongolo strappandole dal cuore la sua vergogna Dolce suonò alla luna il morin khuur sovrastando il boato del vento "non mi pento dell'altra notte. Questa è Kartuk, questa è Kartuk, questa è Kartuk..."
sognami
19-12-2005
"Certo - disse Tsä-hsi fingendo calma - non sei più la stessa, non mi ami più come prima. Non ho domani senza il tuo amore" Di colpo senza preavviso si alzò quel vento secco della steppa, il boato sconquassò la loro forte tenda "Cara mia - rispose Guyuk trapassando la tenda diventando vento - pensiamo al vento di oggi, a quello di domani ci penseremo domani. Così tu mi hai sempre detto" Il morin khuur di Kartuk prese a suonare sovrastando il boato del vento "il miracolo dell'amore non è amare un uomo o una donna; ma è amare abbastanza se stessi per essere capaci di amare veramente un'altra persona, senza tempo. L'amore è anche non amare più, senza un perchè. L'amore per sè stessi non finge mai" Il boato del vento cessò sulla terra mongola "Non sei te stessa ora. Prima lo eri. Non ti riconosco mia adorata Guyuk, torna adesso come prima, amami uguale' urlò muta Tsa-hsi balzando come una pantera sulla voce del morin khuur distruggendola.
causa
21-12-2005
ti ho visto le palle, ti ho alzato la goffa gonna mentre guidavi tra la prima nebbia della bassa padana "smettila, non sei il mio tipo, ti taglio quelle avide mani" Puoi andare in vacanza dove vuoi senza di me. Ma se mi porti con te non resisto senza guardarti tra le gambe. Mi sale il tuo eccitante umido odore ogni volta che muovi i piedi sui pedali "se ti accosti ti faccio l'amore come sai che faccio" La risposta: una furiosa dolcissima frenata d'amore. In un attimo l'autostrada è diventata un rogo, dentro la voce tv "in fiamme un'auto tra la nebbia della bassa padana, decine di auto..."
20 giugno
23-12-2005
Kartuk smise di suonare il morin khuur quando l'alba mongola già era sopra la loro tenda e i fuochi del campo spenti. Il sonno le prese subito assieme ai fumi del dolce juuju che bruciava ancora le viscere. "stamane al risveglio eri abbracciata a Kartuk - urlò Tsa-hsi per sovrastare il boato della gelosia" "Cara mia - le rispose Guyuk - non mi sono accorta che era Kartuk. Per me eri tu" urlò Guyuk dentro l'orecchio di Tsa-hsi per sovrastare la paura. "E' così - confermò la dolce Kartuk - non l'ho sentita, ho dormito immobile come il mio morin khuur" In realtà Guyuk le aveva preso i suoi piccoli seni tra le mani e stretto a lungo i duri capezzoli tra le dita. Di colpo rigoli di essenze profumate erano scesi tra le sue gambe. Da vent'anni a Kartuk non capitava quell'emozione sconvolgente. Era dentro un viaggio avventura.
Tsä-hsi
24-12-2005
Non mi manca nulla, eppure soffro un dolore dentro. E ciò mi infastidisce, come un'incompleto. Mi tengo sulla sinistra, vado contromano. Fatico con questo forte vento a seguire la direzione. Accidenti ecco cos'è! ho perso uno dei miei 19 orologi d'oro. Forse dovrei tornare indietro a cercarlo. Non sarà facile ritrovarlo oggi con questo vento secco; forse domani. "Certo - disse Tsä-hsi con calma - pensiamo al vento di oggi, a quello di domani ci penseremo domani" "Fra tre ore dovremmo iniziare a vedere i fuochi del campo - urlò Tsä-hsi per sovrastare il boato del vento". "Cara mia - le rispose Guyuk - fra tre ore saremo già dentro la tenda ad ascoltare Kartuk che suona il morin khuur"
stallone
25-12-2005
sono il tuo dio nettuno, bello da togliere il fiato, resto immobile marmoreo sulla fontana di bologna. Ti aspetto da mille anni. Intanto spruzzo pioggia sotto le gonne di stelle vergini. A loro regalo vita come un santo fecondo che fa miracoli. 'Chi ti ha messo incinta brutta troia, io non ti scopo da otto mesi' 'non saprei, da otto mesi mi tieni legata alla sedia. Una sola sera buia di nero mi hai portato nella piazza centrale di bologna' Non aggiungo altro ma nel cuore mi nutro di un dolce segreto: passando davanti alla fontana, nettuno mi ha alzato furtivamente la gonna e bagnata dentro fino in fondo di pioggia. L'unico sconvolgente orgasmo della mia esistenza. E se sorrido mentre pugni spietati lasciano lividi sulla mia pelle è colpa di quell'erotico incancellabile segreto. Nettuno nettuno che fondo schiena! e che culo!
stelle
27-12-2005
Biografia di Scroll, pag. 19 comma 8 "come un'enorme vite da dietro si inserisce girando lento. Vorrei impiccarti così si ammmoscia come un petalo vecchio. Mi tengo il ventre e urlo. Vorrei impiccarti"
trio d'amore
29-12-2005
Baci uguali, ma non è il tuo sapore. Pelle uguale, ma non è il tuo sangue. Mani uguali, ma non sono le tue carezze. Orgasmi uguali, ma non è il tuo piacere. Una trappola senza preda nè esca. Arrivi da chissà dove, come un'ombra di sole, ti butti di notte nel mio letto..tra noi. Sul più bello mi invadi la testa. Così io ho bisogno di te per farlo. Per fare tutto..per farlo uguale. Sembra uguale ma non è amore. L'amore mi fa pena. L'amore mi opprime. L'amore mi affatica. L'amore mi limita. L'amore mi ossessiona. L'amore mi offende. L'amore mi ferma. L'amore sei tu, invadente dolcissima inquilina sfrattata della mia anima. Arrivi da chissà dove, ti piazzi qui e non te ne vai nemmeno se ti insulto. Nemmeno se ti strappo i vestiti e ti divoro. Nemmeno se non ci sei più. Resti e basta. Baci uguali, ma non è il tuo sapore.
8 settembre
31-12-2005
Notti di frenetiche scopate trasformate in interminabili dolci notti d'amore. Non ti ho spiato per non vederti andare via lungo i marciapiedi di quest'ultima alba trapassata. Trattengo una scena immobile: felici testa contro testa su un tavolo di legno aspettando pazienti di divorarci. Per assicurarmi di averti ancora per me. Per combattere la morte in cuore che scende da questo soffocante cielo d'estate.
cucciolo
01-01-2007
all'alba porti via la notte dalle mani. Spio il tuo sconosciuto passo veloce segnare i marciapiedi sotto casa. Chi sei. Sei stata la mia notte la mia pelle le mie carezze le mie labbra il mio sudore la mia fatica. Tutta notte. Chi sei, che vai per marciapiedi con la borsa ricolma del mio piacere. Vorrei tu tornassi furtiva questa notte fino a strapparmi l'alba di domani. E con lo stesso passo veloce vederti segnare i marciapiedi sotto casa allontanandoti. E incredulo chiedermi ancora chi sei.
uno sguardo
03-01-2007
Il ricordo di uno sguardo è come un fiocco di neve al sole, la nostalgia è come la neve, tu non la senti, cade silenziosa e lentamente copre i prati e gli orti. Poi arriva il tiepido sole di primavera e la neve piano piano entra nel ventre della terra ma tu sai che tornerà e io so che il mio cuore è sempre sepolto nella neve. Il sole è troppo debole per me, ma la neve ha un suo calore, pochi lo sanno ed io non sono freddolosa. Io parlo parlo parlo.. ma cosa resta delle parole ? Un fiocco di neve al sole che sai che tornerà ma non sarà mai più lo stesso. Nessuna lacrima è uguale ad un'altra (LDF)
dopodoccia
05-01-2007
Biografia di Scroll, pagina 17 comma 7 'la lascio morire di me piano. Non le rispondo più. Non si tratta così il mio orgoglio maschile. Con una frase banale e via. Arriverà strisciando, aggrappandosi alle mie ginocchia mi pregherà di infilarglielo in bocca. Allora la farò morire di me piano. Fino a soffocarla.'
tempo buono
07-01-2007
Chi sei. Chissà da dove vieni, passi per caso, fuori orario. Entri affamata senza permesso, mi svesti di baci la pelle, disfi di instancabile passione il mio letto. E te ne vai ladra ripagata portanto via la notte. Lasciandomi le tue mani tra le gambe. Lì, senza orario. Chi sei.
5 su 7
09-01-2007
Le tue gambe strette tra le mie. Le mie gambe strette tra le tue. Sotto il tavolo. Per difendersi dal rischio di perdere la libertà. Mentre osservi le mie mani mangiare e bere vino rosso. E le senti scorrere sulla tua pelle, fino all'inguine. Dentro, la tua bocca nella mia. Per difendersi dal rischio di perdere la libertà. Ti assicuro: l'acqua salata non lascia traccia sulla pelle, onda dopo onda lava via tutto. Ma non siamo al mare. Questa sera risiederò a questo tavolo e tu sconosciuta metterai le tue gambe strette tra le mie.
file
11-01-2007
Biografia di Scroll, pag. 14 comma 10 "Ieri sera mi sono venduta. Al prezzo di 100 Euro. Ti ho succhiato l'uccello vomitando. Dopo mi hai detto: sono 110 Euri. Dieci in più, anche se mi hai vomitato addosso sei stata brava. Come nessuna. Sembrava me lo volessi strappare"
grazie
13-01-2007
La tua musica chiara di luna mi giunge lungo un filo. Ti guardo dalla mente, le tue dita sui tasti neribianchi. Il tuo solitario profilo greco suona musica per me. Musica senza fine, dolce penetra il mio tronco. Fiorisce, emozioni per te.
jeans
15-01-2007
Oggi pomeriggio hai cambiato il tempo alzando la gonna, la pioggia in sole. Stavo rossa in prima fila con i boxer gonfi. Inebriante. Cambi il mondo, pace di un uccello vagante. Dolce di panna a forma di vulva, ti mangerei il cibo dalla bocca. Non dovevo nemmeno pensarlo. Trasformami in pietra dunque! Chiudi le gambe alle mie mani, apri i miei occhi alla tua calda sacralità. Toccati, amati davanti a me. Pietrificata.
mail
17-01-2007
Franca mi ha scritto "...mi stai rompendo un po' con questa storia. Sei uomo o donna? A volte non capisco..." Ieri sera ero frac e barba per portare la mia anima al cinema. Oggi sono tacchi a spillo per scorrere la sua calda pelle fremente sotto la pioggia. Franca che ti importa? Maschio e femmina insieme e separati. Che vorresti che fossi per te? Sono genere MIO.
zainetto
19-01-2007
Mi mancano le tue ginocchie piegate Mi tormentano le tue dita storte Mi punge il cervello l'affanno sudato delle tua pelle. Al posto del tuo abbraccio un filmato a colori. Uguale, l'importante è venire Fatto al momento. Stancamente uguale, semplice. Lontanamente nuda, sempre tu di più. Mi mancano le tue ginocchie piegate, tutto qui. Pensiero scatenante senza volto Ora, ora mi batte mi batte mi batte mi batte mi batte il cuore in lacrime asciugate da un lontano sonno di cotone profumato. Tu in ritardo sempre più in ritardo sul mio passo. Tutto qui. Mi mancano le tue ginocchie piegate per dormire notti lunghe come questa. Stacco la tua bocca dall'insipida carne stracotta Voglio venire. Voglio venire da chissà dove. Sorridi ironica da star porno, tra costosa saliva. Collana di perle bianche senza odore nè sapore lega le tue ginocchie piegate davanti a me.
Nervi
21-01-2007
lungo la via dell'amore ti ho portato, in moto velocemente appiccicato alla tua schiena mi hai portato. Sotto la tua maglietta per tutto l'interminabile asfalto le mie mani tenaglie sulle tue dure tette scure. Tra burrascose onde tenere ti ho spogliata di tutto. Perchè tu fossi mia. Rubata al mare colmo di stelle al tramonto. Ti vedevo bene splendente luna tra le mie dita. Le tue risate hanno ribaltato a morbida culla la nera roccia innamorata. Già bagnata di te. Ci tenevo a scioglierti come acqua salata.
assicurazione
23-01-2007
Mi sono messo in vendita comprami per prima, prima che altre mani mi addormentino. Sfilami dolcemente a sangue la pelle, non mi serve più. Mi cammini nella mente con i tacchi a spillo, sei aria ubriaca nella mia gola. Ti porterò al mare ieri sera. E lì sdraiata alla luna correrai nuda sui miei baci. Ma rifallo però, fallo al più presto. Fallo. Comprami a peso d'oro. Comprami.
genere MIO
25-01-2007
passa da me, sali piano. Per te emozioni ubriache di urla corte con occhi spalancati al soffitto. Quest'alba sono l'uomo più intraprendente del cielo. Resta da me, sudata appena. Per te dolci tenerezze lunari di infuocata lingua tra il solco della tua spiaggia aperta. Questa sera sono la donna più profonda del mare. Poi di notte puoi andartene correndo e ridendo gravida di amore. In due ti abbiamo succhiato e cavalcato la stella. Ma eri sola con me. Passa ogni tanto, sono sempre in due dentro di me.
la sposa
27-01-2007
una mailista mi scrive 'sei diventata tenera! sei forse innamorato? ti preferivo prima'. Si sono tenera, come la morbida pancetta che palpeggio sotto la tua maglietta. Estasiante. Si sono innamorato come un cieco: non vedo altro che te e il tuo eccitante fondoschiena su e giù da una vecchia bicicletta. Ma domani parto presto, senza di te. Come prima.
calze
29-01-2007
Vento oceanico, mi sconvolgi negli occhi Vento dolce, mi trascini nel sorriso Vento atomico, mi batti nel cuore. Seguo il movimento della tua bocca mentre parli cose che non hanno voce. Ti sento perfettamente saliva in bocca, contropelle, aria nei polmoni. Ti sento perfettamente sotto i pantaloni. Vento Vento Vento Vento senza parole. Starei qui sempre, con te davanti. Pietrificato, con il sangue che ribolle.
mirò
31-01-2007
Ridendo compari, bella come quando ti ho visto la prima volta e avevi 15 anni. Feroce compari, pantera affamata tra la mia selva e avevi cinquant'anni. Da allora sempre mi tormenti con la tua inquieta lingua felina; ancora adesso mi sta aprendo il cielo. Dentro dentro, di più. Non ti stancare non ti stancare non ti stancare...produco miele. Arrivo in fretta, in fretta. Ancora adesso sudando compari, bella tra la mia selva aperta. Con chi sei? Ladra. Scavi rubando diamanti dalle mie miniere.
fuori gabbia
01-02-2007
Confinati nella gabbia ristretta e tenebrosa, nella gabbia che abbiamo costruito noi stessi e che scambiamo per l'intero universo, davvero pochi di noi riescono persino a immaginare un'altra dimensione di realtà. Sogyal Rimpoche
karaoke
03-02-2007
Non ricordo più nulla Nonostante calpesti la medesima strada Non ricordo più di te tanto mi ingombri la testa
newyork
05-02-2007
L'ultima volta hai fatto scorta di cibo per sette giorni, hai sprangato le porte e le finestre. Hai nascosto le chiavi per non farmi uscire. Al terzo giorno, dopo tre notti e tre giorni di inarrendevole passione, a colazione ti ho svuotato la dispensa. Non hai sigillato il cielo, la luna mi ha portato via. Così non mangi se non ci sono Non ridi più da quando sono via Dici 'preferisco morire senza te'. Questa è solo una storia inventata ok. Ma è tanto tanto intrigante. Cosa cazzo devo fare per vederti perdutamente mia? Solo sette lunghi minuti..bendata sulla mia bocca.
NewYork
07-02-2007
Sogno di rubare l'aria che respiri Sogno i baci che spalancano le tue labbra Sogno quelli che dai Che vorrei. Sorridi che colori il cielo Sorridi che apri di profumo le narici Chiudo gli occhi sei dentro, che fai..Che vorrei. Toccami Che ti debba rubare per averti? Toccami e divamperò di emozioni Toccami appena. Svestiti l'anima Vienimi incontro Apriti come il MarRosso..che io possa passarti dentro dolcemente fino alla fine del mare. Parlami con la lingua Parla con quella bocca che hai in mezzo alle gambe Parlami appena..Nel sentirti io mi calmerò
avviso
09-02-2007
curiosa, dolce amore mio. Dolce sei tesoro mio. Piccolina, mi manchi adesso. Quanto devo ancora aspettare per incontrarti lì dove batte il cuore forte forte! Ti adoro come se tu fossi l'unica donna della terra. L'unica che valga la pena di amare tra miliardi di donne. E adesso, dopo tutto questo, prova ad essere insensibile al mio richiamo..mi sono vestito delle più belle piume colorate per farmi notare. Canto molto bene anche. Notami e sceglimi tra mille eccitati uccelli impazziti.
rock
11-02-2007
mi piace camminare sollevando polvere ad ogni passo. Per strade inesistenti visibili solo dalla luna; 'a volte se taci dai un contributo notevole, più di quando parli' mi hai mortificato tacendomi con la tua bocca sulla mia. Ti piace amarmi sollevando polvere ad ogni bacio. Taciamo in silenzio, più silenzio non si può. Tra dolcissimi desideri scaltri. Visibili solo dalla luna. Che ride di noi. Prigionieri dentro forme e gesti di polvere impastata ad acqua, come duro cemento. Aria, mi piace camminare sollevando polvere ad ogni passo per bianche strade lunari. Dolce dolce polvere mia.
vento
13-02-2007
non voglio nulla in prestito. Nemmeno te. Tieniti tutto, tieniti te. Non farmi prestiti, non voglio aver nulla da rendere perchè non ho cose in più. Oh lo so, ci sono buone regole, le tue anche; ma non ce ne sono di deliziosamente libere. Eppoi mi hai convinto: c'è uno stupido dentro di me, e io approfitto dei suoi errori. Ma ogni volta che tu sei daccordo con me, ho la sensazione di avere torto. Gli addii sono come tutte le ore, feriscono. L'ultimo addio è come l'ultima ora, uccide. Non darmi più i tuoi prestiti. Non darmi le tue buone regole. Essere libero è la mia identità. E' essere, è già qualcosa da fare. So come passerò i giorni e le ore della mia vita. Come oggi; passo il tempo ad essere e fare il libero. Con o senza te dolcissima strega; anche se il mio cuore cieco corre come un folle cercando il tuo ondoso culo. Sbatte ovunque, non sa più dove andare. Non vuole nulla in prestito. Nemmeno te. Non potrei mai renderti una seconda volta.
quando
14-02-2007
Segnale di via..sarai tu? l'ignoro. Guardo dopo, dopo. E' l'sms che aspetto? Ho paura di leggere quello che non voglio. Ho paura di non leggere quello che voglio. Ecco la mia debolezza, tu. Stupido a non nasconderla. Lego le mani, mai più lo farò! Sanguinano fintroppo le mie dita di messaggi..per rileggerti ogni volta. Per avere quella sola parola..quella parola. Che non sai. Vorrei passarti le dita sulla morbida punta acuta del tuo cuore destro. Fallo tu ora. Un sms che non sia una risposta banale. Ti scriverò una sola parola..quella parola. Fallo tu adesso. Fallo. O mi sveglierò felice bruscamente ferito.
tibet
15-02-2007
Ho visto primule gialle in mezzo al freddo (DLama). Il pensiero ad un popolo ché possa avere ancora tempo di essere e fiorire in un mondo dove la Libertà non sia soltanto cioccolata e conigli.
tre
17-02-2007
Noi siamo due persone (una e due) e ci vogliamo bene. Niente e nessuno deve intromettersi. Non sappiamo contare fino a tre. Pazienza. PAZIENZA (GN) Ti giri e cerchi di parlare Da quale sogno vuoi tornare Da quale angolo lontano Ombre a rincorrersi sul muro Mi viene incontro il tuo profumo E’ un mare calmo l’incoscienza E ho bisogno di te Pazienza. Che strani giorni amore Si muovono le nuvole Onde a toccare il cielo davanti a noi Dammi le tue mani. Sei entrato senza far rumore Hai preso tutte le parole Ed hai sprecato ogni mia forza Una rincorsa per le scale Un’altra strada da sbagliare Non ho mai fatto penitenza Bastavi tu Pazienza. Che strani giorni amore Si cercano le nuvole Onde a bucare il cielo davanti a noi Prendimi le mani. Che strani giorni amore Si cercano le nuvole. E darsi tutto e farsi male E andare a fondo, a fondo per cercare Svegliati, sali su, fino a me Brilla già in ogni via la tua luce. Chissà se avremo un’occasione Ancora un cambio di stagione Io benedico la tua assenza Beata me Pazienza. Che strani giorni amore Leggeri tra le nuvole E resta addosso il male e il bene Nascondo tutto, tutto nelle vene. Come sorridi tu, nessuno Come mi guardi tu, nessuno Oltre satelliti e aquiloni, seguirti ancora Arriverà domani Splende già in ogni via quella tua luce
mare
19-02-2007
Semplice conoscere il genere umano, perchè la maggioranza è ugualmente stupida. Basta conoscerne uno e si conosce la maggioranza. Ti prendi la testa tra le mani, la giri e rigiri più volte, poi te la rimetti sul collo. Hai concordato con me di non disperanti più. Hai giurato di non soccombere più. Ho taciuto per lasciarti libera, pur sapendo che mentivi. Hai riattaccato male la testa quest'ultima volta, non è allineata al collo. E' spostata sulla destra, fuoriesce la carotide. Bella sei ancora bella. Ma non sei più il massimo da vedersi, sembri sconvolta. La maggioranza del genere umano ti fa troppo effetto.
din don dan
21-02-2007
Non compro nulla, non godo di nulla, non desidero nulla, Così mi mantengo libero. Mi curo di giornate sicure e tranquille. Così mi mantengo felice e fiducioso nella vita. Ma per questo mio tremore non riesco a far nulla, non posso più nemmeno nasconderlo. Il dubbio mi spacca la testa: tutto quello che credo e sento sarà forse un'illusione? Ma persevero. E per questo mio tremore non riesco a far nulla, cresce ogni giorno. Tu corri via lontana, tu sei libertà, sei vita, sei felicità. Ti ho vista fiera al mercato con la tua aiutante, riempivi ceste di compere, di godurie, di desideri, di insicurezze e di imprevisti. Incapace di affiancarti ti osservavo dietro una trasparente veste appesa. Tu sei corsa via lontana, tu sei libertà, sei vita, sei felicità. Così per questo mio tremore non riesco a far nulla.
alta quota
25-02-2007
ridi mentre cambi le lenzuola, sai che non dormirò nel tuo letto. Ridi mentre stiri le mie maglie pesanti, sai che non le metterò di notte. Lungo la tua schiena mi sdraio, dormo sulla tua pelle. Mi copro dei tuoi baci fin sopra le spalle, fin sotto i piedi. Ridi mentre guardi il sole a mezzogiorno, sai che non arriverò nemmeno oggi. Abito da te, ma non ci sono mai. Io ti faccio ridere in tutto e per tutto. La tua vicina ti spia notte e giorno, non capisce perchè felice ridi tanto. Non dice altro mentre si succhia le dita oramai senza unghie 'che vita del cazzo fa, passa il tempo a ridere'.
carta carbone
27-02-2007
Venivo da te dopo cena cantando come al solito. Ti ho guardato da dietro le tende mentre vivevi in casa tua senza luce. Non sei diversa da tutte le altre. Eppure per te ho sofferto come tu fossi una originale. In una sera così sei svanita; al tuo posto sei arrivata tu. Colpa del riflesso della luna sui vetri di casa tua. Non sei diversa da tutte le altre. Ma sei tu. Dopo cena ora vado in città, trovo che è piena di stelle.
adesione
01-03-2007
volare è semplice felicità come i piaceri violenti sono mute sofferenze profonde. Convinciti: sei felice e lo sarai. Eppoi amati profondamente e lascia perdere gli altri, amarli è troppo facile. Perchè degli altri conosci solo il meglio. Non scavare, lascia perdere, troveresti trecentosessantacinque delusioni. Una al giorno. Non ne vale la pena, troppo facile amare gli altri. Amati, è più difficile ma è tanto tanto tanto più bello. E' come volare, semplice felicità. Adesso abbassati amore, che ti possa sentire bene dove tu sai. Stai digerendo male gli sgombri all'olio di oliva, sento che rutti mentre scendi. Ma se tu non ci fossi non sarei in grado di inventarti.
pino marittimo
03-03-2007
così, l'amore separa ciò che unisce, molto ancora devo morire prima di sapere quanto vivo. Incurante l'alba rossa disegna il tuo profilo, sadica pulisce il mio cranio con il suo becco acuto. Mi svena dall'inutile sangue, affinchè tu dolce veleno mi scorra fino alle tempie. Stammi dentro, stammi dentro, svuotami di tutto il resto. E poi sarò una frastornante cascata di pura acqua gelida. Allora l'alba rossa nulla più potrà. Ma tu si, tu imperatrice disporrai di me a tuo piacimento e io non proverò che piacere. Come pura acqua gelida infuocata d'amore.
anni
05-03-2007
più si consuma il nostro amore, più diventa prezioso. Da tempo sei lontana. Non senti ragione, non sento ragione. L'inutile piacere delle illusioni chiuso nel cassetto da mesi. Insultami amore, fallo! affinchè io possa vendicarmi e gratificarmi uccidendoti; affinchè tu sia il piacere presente, ancora. Insultami amore, fallo! affinchè io possa vendicarmi e sopprimere il presente ricolmo di passato. Tu stai bene e sei sola, stai benissimo. Nella mia solitudine sto male, sto malissimo. Tu conosci, dolcezza mia, i miei limiti, li ho oltrepassati. Non vuoi rischiare, stammi lontana ancora. Più si consuma il nostro amore, più diventa prezioso.
sogno
05-03-2007
semplice, tu ci sei Dolce, tu ci sei Mai arrogante, mai presuntuosa, mai gelosa. Triste, tu ci sei Allegra, tu ci sei Mai ammalata, mai stanca, mai depressa. Arrivo, tu ci sei Parto, tu ci sei Mai stronza, mai insofferente, mai opprimente. Parlo, tu ci sei Taccio, tu ci sei Mai forte, mai invadente, mai debole. Dormo, tu ci sei Amo, tu ci sei Mai spenta, mai sveglia, mai indisponibile. Dicono che non è amore vero questo. Non ha il solito stile perlomeno. Ma io non ti lascio mai Tu ci sei, ma non ci sei. Dunque ti aspetto, presto so che ti incontrerò(A.Cherjwom)
abitudine
07-03-2007
Mascherati, amano per necessità. Codardi, nel loro domani è necessario l'amore. Così la sacra ipocrita etichetta 'amore' resta intatta sotto la suola di snacker insanguinate. Uniti domani e amore non esistono. Quando arriva il domani, domani svanisce. Tu diversa, mia dolcissima, ti riconosco sempre dal ridere. Ti sono insopportabili i domani nella tua esistenza. E io nella mia vita non ho domani, perchè schiavo ho te.
genova
09-03-2007
l'arroganza opprime, guardala lontano oltre le spalle. La prepotenza uccide, fatti una corazza di pura libertà. La stupidità sgomenta, passa oltre in fretta che non ti entri in vena. Sistemati alla meglio in questo mondo, trova la tana giusta per te e poi dopo cena ridi a crepapelle. Prima di dormire riempi il cuore di dolcezza e il letto di amore e passione. L'alba ti è garantita.
schiavitù
11-03-2007
alcune semplici frasi brevi, si ripetono sempre uguali; non daresti un euro per loro eppure hanno ali volanti, si alzano originali. Buonananna amore mio. Mostri scene di vita spese come parvenze di libertà conquistata, sono in realtà prigioni d'oro, senza aria nè luce. Nascosta nel cesso per rubare una boccata d'ossigeno. Per respirarti. Solo lì dentro puoi amarmi. Di nascosto. Tira l'acqua quando esci anche se non hai pisciato. Che tutti credano...
gasolio
13-03-2007
Come silenzio ti avvicini Respiri già sulla mia spalla Gli occhi chiudo tremo per non perderti Taccio Sei qui come acqua Salata sulla mia piaga. Immobile non mi muovo Non sparire ora Non sparire, un'eternità la mia attesa di te Non sparire ora La tua saliva già scorre sul mio collo Come acqua salata sulla mia piaga brucia Brucia, non sparire non sparire ora (A.Cherjwom)
inserisci
15-03-2007
Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa. La vecchia sorrise: Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho Sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Setu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa. Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto.Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a farci diversamente belli, a far sì che la 'convivenza' sia interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è, sicuramente è ok. Perciò annusiamo i fiori dal nostro lato del sentiero, sono le rosse stelle di Natale.
11-12-2007
17-03-2007
Tommy a tavola si comportava benissimo. Si puliva i baffi con il tovagliolo, non ruttava e non metteva le zampe nel piatto. Però era esigente, mangiava solo cosette speciali e fegatini freschissimi. Tommy a letto non faceva storie, metteva subito il pigiamino e si lavava i denti; poi non russava mai. Però a volte si incazzava, per farsi notare marcava il cuscino con la sua acida pipì gialla. Tommy in casa era proprio di compagnia. Giocava con tutti, si metteva insieme sul divano a guardare la televisone, non alzava mai la voce, si lasciava accarezzare di sera e non lesinava bacini appiccicosi. Però se si stufava e gli giravano i baffoni, allora signorilmente graffiava a sangue gli importuni. Tommy ci teneva al suo libero spirito indipendente. Vagabondava nei prati attorno a casa, mangiava erba fresca, rincorreva gli uccellini, saltava su per balconi e piante; perdeva l'ora corteggiando inutilmente morbide gattine rosse. In genere rientrava a casa prima di notte, non lasciava mai in pensiero mamma. Però qualche volta faceva tardi e nemmeno telefonava, allora per evitare storie bussava con calma alla finestra della zia ancora addormentata. Tommy Tommy ti voglio sempre bene!ciao
guasti
19-03-2007
i mercenari della vita voltano coraggiosi la schiena corazzata alla luna. In tasca denari e nel cuore l'arguzia. Vigili davanti ai fuochi di notte mentre tu dormi. Dormi dormi. Feroci dietro le mense di giorno mentre tu mangi. Mangi mangi. Tempo fa, ti ho comperata a peso d'oro liberandoti dalla schiavitù umana. Spiavo per vederti risorta ribelle, libera mercenaria. Ma tu dormi e mangi. Nient'altro. Dormi e mangi, come quando eri schiava.
sabbia
23-03-2007
basta follie? ti ravvedi delle tue follie e ti penti del tuo amore? Vorrei tu fossi acqua, vorrei essere acqua... 'sei sorgente dentro la mia gola, io ti scorro dentro. Sei l'onda che mi trascina via, io ti affogo nel mio mare. Riempimi la bocca di te, io ti laverò dolce le labbra'... Si, vorrei tu fossi acqua. Sii acqua.
fili di luci
25-03-2007
affacciata alla finestra, prova una gamba fuori e una dentro. Molto breve vivere. Scrivi poesie usando una sola scarna parola: libertà. E se perdi, io sto dalla tua parte. Non ricordi, hai bisogno di appoggi, sappi che io la penso come te. Molto breve la vita, il tempo di cavalcare la finestra. I tuoi capricci non sentono ragione, desideri stare in profonda solitudine con qualche passerina ignorante. Dopo, poi, poi semmai un buon libro. Non comandare imperiosa te stessa, osa...osa perdere tempo. A cavalcioni sulla finestra, una gamba dentro e una fuori. Che ridi. Che dolce amore.
giravolta
25-03-2007
Quai meraviglia è, se prossim'al foco mi strussi e arsi, se or ch'egli è spento di fuor, m'afflige e mi consuma drento, e 'n cener mi riduce a poco a poco? Vedea ardendo si lucente il loco onde pendea il mio greve tormento, che sol la vista mi facea contento, e morte e strazi m'eran festa e gioco. Ma po' che del gran foco e splendore che m'ardeva e nutriva, il ciel m'invola, un carbon resto acceso e ricoperto. E s'altre legne non mi porge amore che lievin fiamma, una favilla sola non fie di me, si 'n cener mi converto. (Michelangelo Buonarroti)
apri
27-03-2007
Qui sul mio cuore, anima crudele e sorda, vieni, tigre amata, mostro dalle pose indolenti; le mie dita tremanti voglio immergere nel fondo della tua spessa chioma, lungamente; e seppellir la testa indolenzita nella tua gonna piena del tuo odore; come un fiore appassito respirare dell'amore defunto il tanfo dolce. Voglio dormire! meglio della vita è certo il sonno, un sonno dolce come la morte: e sopra il tuo bel corpo lucido, come di rame, deporrò i miei baci, senza rimorso. Nulla può l'abisso del letto tuo per mandar giù i placati singhiozzi: l'oblio abita potente sulla tua bocca; e dentro i baci tuoi scorre l'acqua del Lete. Al mio destino, che m'è delizia ormai, voglio obbedire come un predestinato; e, mite martire, condannato innocente, il cui fervore arroventa il supplizio, sulle punte incantate di questo eretto seno che non ha mai imprigionato un cuore, io succhierò il nepente e la cicuta per annegare tutto il mio rancore. Charles Baudelaire "Il Lete"
foro nasale
29-03-2007
"il sapore della libertà: poter rientrare a casa all'ora che vuoi 'che bello, vado a casa'. Poter rientrare a casa conciata come ti capita, capelli in disordine, occhi lucidi vinellati, rimmel sfatto, gote arrossate, passo doppio dondolante 'che bello, sono a casa'. Non dover dare giustificazioni su tacite domande altisonanti 'sei in ritardo, dove sei stata'. Non dover inventarsi un storia paradossale o una scusa eclatante 'sono stata a parlare con Marlon Brando da giovane' oppure 'c'era uno che voleva ammazzarsi ho dovuto salvarlo'. Polvere sul mobile. Buono il sapore della libertà, provare per credere, almeno una volta. Niente paura, uccide di gioia (A.Rosewom)" Chi se ne importa della falsa tranquillità, tanto io non ci sarò quando arriverà. L'immaginazione è il mio forte. Tu fru fru intanto sghignazzi ipocritamente, rifiuti ciò che sei. Mostri i denti cariati. Cerca di ridere con la bocca chiusa! per carità..
creazione
31-03-2007
sonnecchia la tua pazzia, sonnecchia...colora di rosso bruciato la tua vergine terra umida, allarga i tuoi fianchi per le mie avide dita..sonnecchia la tua pazzia, ti bagni smaniosamente da far paura il settimo giorno. Gli altri sei giorni lavori come una matta savia. Intanto sonnecchia la tua pazzia, sonnecchia..è per domenica.
ok
27-04-2007
certi baci strappati sono come bere acqua salata: bevi e la tua sete aumenta (Proverbio Cinese)
da usare
27-04-2007
Hai accolto tutto di me, i miei sorrisi, le mie risate, le mie paure, le mie lacrime, i miei passi, il mio coraggio, il mio blaterare nei sogni, il mio scalciare sotto le lenzuola..Ora non esiste Io senza Te. Un bacio tesoro mio. ....e adesso non esiste più nemmeno Te senza Io. Ti aspettavo da un'eternità, ora resta. Ti adoro. (biglietto di auguri)
vivere
01-05-2007
aspetta, senza dubbio lo incontrerai ancora...bada a questo, non perderti dietro un sogno che ti sembra diventata unica cieca realtà. Senza dubbio lo incontrerai ancora l'amore. Vestirà diverso, ma spogliato avrà lo stesso odore della pelle di donna. 'Ho solo lei', è un'idea che abbevera l'arsura di libertà. 'Voglio solo lei', è un'alba allucinata che apre gli occhi sul tramonto. 'Voglio sempre lei', piccolo incantesimo che imbroglia una ripetuta spenta giornata. Bada ai tuoi piccoli figli piuttosto. Aspetta, senza dubbio lo incontrerai ancora l'amore, dentro un irrealizzabile sogno che non si sveglia mai. Bada a questo.
rock
01-05-2007
Ti giri e cerchi di parlare Da quale sogno vuoi tornare Da quale angolo lontano Ombre a rincorrersi sul muro Mi viene incontro il tuo profumo E’ un mare calmo l’incoscienza E ho bisogno di te Pazienza. Che strani giorni amore Si muovono le nuvole Onde a toccare il cielo davanti a noi Dammi le tue mani Sei entrata senza far rumore Hai preso tutte le parole Ed hai sprecato ogni mia forza Una rincorsa per le scale Un’altra strada da sbagliare Non ho mai fatto penitenza Bastavi tu Pazienza. Che strani giorni amore Si cercano le nuvole Onde a bucare il cielo davanti a noi Prendimi le mani Che strani giorni amore Si cercano le nuvole E darsi tutto e farsi male E andare a fondo, a fondo per cercare Svegliati, sali su, fino a me Brilla già in ogni via la tua luce Chissà se avremo un’occasione Ancora un cambio di stagione Io benedico la tua assenza Beata me Pazienza. Che strani giorni amore Leggeri tra le nuvole E resta addosso il male e il bene Nascondo tutto, tutto nelle vene Come sorridi tu, nessuno Come mi guardi tu, nessuno Oltre satelliti e aquiloni, seguirti ancora Arriverà domani Splende già in ogni via quella tua luce ('pazienza' GN)
alta marea
03-05-2007
una volta si diceva 'parla come mangi' cioè parla come la gente comune e non pensare da saggia. Mi confondi, mentre osservo le pieghe della tua nudità e tu parli, sei eccitante. Mi confondi, mentre succhio lungamente la tua lingua e tu parli ancora, sei bellissima. Parole e parole ricercate rovesci un oceano nella mia bocca. Enormi onde di vocaboli complicati. Non digerisco più niente ultimamente. Il mio stomaco è confuso. Cambio tavola.
news
05-05-2007
scendi tremante nell'inferno, amami. Piccolo diavoletto, troverai tutto nel nulla. Quell'umana, lì rimane, si terrà il nulla nel tutto. Eccoti arrivata, so che non sei mai partita. L'altra mattina ti sei vista bruttissima allo specchio. Scendendo il fuoco ha bruciato i tuoi sottili capelli, ha cotto i tuoi occhi gonfi, ha sciolto le tue aride labbra sottili. Amami dentro il tuo nuovo splendido volto. Sei bellissima questa sera, si vede, fai della tua vita ciò che desideri. Ora sai cosa si prova ad essere Dio. Scendi, stai furente nell'inferno, amami. Sono il meglio. Il fuoco brucia la perfezione, non perderci dietro del tempo. Amami, esisti, lotta contro i tuoi limiti 'Io sono divina, più divina di chiunque altro tu possa vedere'. Ho costruito la mia dimora al di sopra delle stelle. Stai sdraiata sopra di me. Accoccolati bene nell'inferno, amami.
totale ricavi
07-05-2007
tieniti pure la Verità, ma ti prego lascia invece a me quel ch'è mio: l'incertezza. Affinchè non possa mai presumere cose che non sono. Intanto, ti volevo dolcemente mangiare con travolgente passione, non hai voluto 'poi mi defecheresti nel cesso'. Si è vero, ma poi finiresti nel mare azzurro, galleggeresti sulle onde fino a depositarti sulla spiagga più fine del mondo. 'Mi calpesterebbero'. Forse no, potresti sempre diventare un bellissimo stronzo secco. Intanto, eccitata mi mordicchi il pube; puoi mangiarmi d'amore se vuoi. Fallo fallo fallo fallo
dopo
11-05-2007
Tramonta la luna... e noi, per recitare l'ultima scena, restiamo mano nella mano, senza trovare il coraggio di guardarci... Fammi quello che vuoi indifferentemente, tanto lo so quel che sono per te: per te non sono più niente! E dammi questo veleno, non aspettare domani... che, indifferentemente, se tu mi uccidi non ti dico niente. E ridi pure, mentre mi scippi dal petto questo cuore!? Non sento più dolore e non ho più lacrime per te... Fammi quello che vuoi ...indifferentemente io perdo a te! (canzone napoletana)
non è, mai
13-05-2007
E' assurdo dice la ragione E' QUEL CHE E' dice l'amore E' infelicità dice il calcolo Non è altro che dolore dice la paura E' vano dice il giudizio E' quel che è dice l'amore E' ridicolo dice l'orgoglio E' avventato dice la prudenza E' impossibile dice l'esperienza E' quel che è dice l'amore (ERICH FRIED) Pompea Clodia, scriveva un lontano 12 novembre romano, QUEL CHE ERA..'Sento la tua mancanza, carissima Topolina. Nessuno riesce a capire perché tu debba andartene in campagna ora che c'è tanto movimento in città. Ho chiesto a tuo cugino Caio che interesse al mondo potevi avere per la matematica e lui mi ha risposto che eri bravissima in queste cose, e sapevi tutto sulle stelle e quello che fanno. Indovina tra mille chi viene in casa nostra continuamente, almeno un giorno sì e un giorno no, e facciamo una vita del tutto insolita. Cleopatra! (Thornton Wilder) *** vieni Topolina vieni anche tu questa sera. Io, te e Cleopatra. Le altre 997 passano domani. Mmmmm QUEL CHE SARA' stasera...
esame
13-05-2007
sei una tipa subdola, che detiene la verità: dispensi pertanto consigli con saccente prepotente dolcezza. Ti vuoi rendere indispensabile. Hai presente quella che ha ucciso Fabio, di 2 anni? A domanda quella dinoccola sotto le telecamere, espressione ipocrita sicura sul viso dolce assassino, gli occhietti lucidi furbetti, tiene le braccia piegate e le manine a pugnetto e ride..mentre dice che lei non sa niente della fine del piccino. Tu le assomigli troppo, fingi bontà, sicurezza, amicizia e disinteresse. Non sai nemmeno tenerti sobrio il marito..lo distruggi di possesso mentale, però mi dici che è amore, solo amore eterno. Come un pungiglione da oltre vent'anni gli inoculi lenta incessante veleno dentro le vene dell'anima. Lui tace e beve, beve, beve. E non guarisce mai. Mai. Ha sempre mal di testa, mal di gambe, mal di spalla, mal di cuore, mal di tristezza, mal di insicurezza, mal di schiavitù, mal di esibizionismo. E' inesistente, così mi pare. Ma tu insisti candidamente superiore a tutti, mi spieghi che è amore solo amore, 'il vero amore' e ridi con i dentini sporgenti, le manine chiuse a pugnetto. Non sai niente del piccino che sta in quel marito che ti tieni legato con catene sanguinanti. Del suo sangue. Così mi pari, agli altri appari diversamente. Bello che ognuno ti veda a modo suo. Io però ti lego le manine chiuse a pugnetto, ti cucio la boccuccia ridente, ti cestino fuori dal mio tempo. Lontano da noi, noi siamo irraggiungibili dal tuo pungiglione velenoso. Così almeno pare.
endine
15-05-2007
L'uso spericolato della legna. Foreste estinte per un valido motivo? 'Montagne infuocate, il fuoco è tutto per me, mi regala luce e calore. Ogni giorno lo accendo nella mia stube. Lo ascolto, lo osservo. So che la fiamma si spegnerà e resterà solo cenere ma io ritorno con il mio carico di legna e lo riaccendo perchè ho bisogno di luce e di calore. Il fuoco è tutto per me. Tu mi scaldi più del fuoco, tu mi illumini più del fuoco, tu mi manchi più del fuoco. In un abbraccio forte (LDF)' Ha piovuto gelo su questo fuoco, ma l'amore l'ha sciolto. 'Che sia fuoco devastante che lascia distese di cenere; sotto arde tumultuosa la brace della passione. Sarò per te il fuoco che non si spegne mai, ti brucerò al mattino e alla sera ti ribrucerò più volte. Non finirai mai di bruciare, per l'eternità. La tua pelle un'unica incurabile piaga da infuocate carezze e baci ardenti. Preparati svestita, sarai presto tra le mie braccia di fuoco (A.Cherjwom)'
dormi bene
17-05-2007
La donna è con me, è molto di più di una donna qualsiasi, io voglio lei un bene fortissimo, un grido bellissimo Canto tutto e niente, una musica senza musica... Dove tutto è niente come musica nella musica Il luogo com´è? Una valle di nomadi Tutto qui. Ascoltami, tu, uomo di Neanderthal, si, o di Tangeri, C´è qualcuno tra voi che sappia suonare una danza vertigine, un ballo frin frun che tolga le scarpe e le calze alle femmine?... Suona tutto e niente, una musica nella musica... dove tutto è niente come polvere sulla polvere Si suona così: con grazia plebea, le mani che sudano ed offrono a noi, caro elisir, l´arabesca impossibile... Dove tutto è niente solo musica, brava musica e la danza splende come un diavolo in un fulmine...(Avion Travel feat Gianna Nannini - Elisir)
sveglia è ora
19-05-2007
Quando la morte bussò alla mia porta la pregai in ginocchio di non entrare, ma lei entrò, senza esitare. Altre volte io venni in questa casa- disse - e sempre mi accogliesti. Venni vestita di verde, cosparsi di fiori il tuo glicine, profumai il tuo giardino, lo bagnai di rugiada mi chiamasti natura. Venni vestita di bianco, feci brillare i tuoi occhi, sorridere tua moglie e i tuoi figli mi chiamasti letizia Venni vestita di rosso, tremò il tuo cuore, pregasti, qualcuno andò via, altri ti dissero parole buone, mi chiamasti dolore. Venni di luce vestita e ti sentisti più vivo, più vero ti sembrò ogni cosa più cara mi chiamasti amore. Ora, perchè mi vedi di nero vestita credi che io spezzi, interrompa, mi credi nemica di ciò che tu ami. no, non guardare il vestito. Non parlai, lei prese per mano la mia sposa e si avviò allora gridai - Qual è il tuo nome? rispose la morte di nero vestita: - Il mio nome è uno solo, sono la vita. (Italo Nostromo)
parate
21-05-2007
Bellissima, marci felice in ranghi; ti disprezzo profondamente. Passo dopo passo cammini in formazione al seguito di una voce; ti disprezzo ancora. Porti in giro un corpo mozzafiato che solo per errore contiene il cervello: un midollo spinale gli sarebbe più che sufficiente. Mentre mi affianchi sfioro sensuale le tue nude spalle. Nulla, niente scossa. Vai oltre in schiera, sei in abbondante compagnia.
ventoso
23-05-2007
Per quelle di noi che vivono sulla linea costiera ferme sui limiti costanti della decisione per quelle di noi che non possono permettersi i sogni passeggeri della scelta che amano sulle soglie avanti e indietro nelle ora tra un'alba e un'altra guardandosi dentro e fuori prima e poi nello stesso tempo in cerca di un adesso che dia vita a futuri come pane nelle bocche dei nostri bambini così che i loro sogni non riflettano la morte dei nostri; Per quelle di noi che sono state segnate dalla paura come una ruga lieve al centro delle nostre fronti imparando ad avere paura con il latte di nostra madre poiché con quest'arma l'illusione di una sicurezza da trovare quelli con i piedi pesanti speravano di ridurci al silenzio Per noi tutte questo momento e questo trionfo Non era previsto che noi sopravvivessimo E quando il sole sorge abbiamo paura che non possa durare quando il sole tramonta abbiamo paura che non sorga il mattino dopo quando abbiamo la pancia piena abbiamo paura dell'indigestione quando abbiamo la pancia vuota abbiamo paura di non poter più mangiare quando siamo amate abbiamo paura che l'amore svanirà quando siamo sole abbiamo paura che l'amore non tornerà e quando parliamo abbiamo paura che le nostre parole non verranno sentite né benvenute ma anche quando stiamo zitte abbiamo paura. Perciò è meglio parlare ricordando che non era previsto che noi sopravvivessimo. (AUDRE LORDE 'Litania per la sopravvivenza')
programmate
25-05-2007
ti amo fino ai confini della terra, tu che rimandi il tempo in cui sarai felice. Ma non mi scompongo. Tutto è possibile se lo voglio. Per l'impossibile non me la caccio. "Io abito la possibilità una casa più bella della prosa con tante finestre in più e porte migliori. Ha stanze come cedri dove lo sguardo non può penetrare e per tetto sterminato la volta del cielo. La frequenta la gente più amabile. Così vi passo il tempo: spalanco le mie piccole mani per colmarle di paradiso." (E. Dickinson) Registro: io e te insieme, come noi.
controtempo
27-05-2007
Se cambi voce io ascolterò la tua voce dura Se cambi passo io camminerò il tuo stesso passo stanco Se cambi sorriso io guarderò il tuo riso triste Se cambi vestito io raccoglierò i tuoi panni vecchi Se cambi rughe io accarezzerò i tuoi solchi profondi Se cambi paure io combatterò i tuoi fantasmi infantili Se cambi colore io dipingerò i tuoi colori tenui Se cambi malinconia io scalderò le tue nostalgie antiche Se cambi bacio io ruberò baci dolci dalle tue labbra Se cambi forza io sorreggerò la tua forza debole Se cambi sguardo io annegherò nei tuoi occhi neri Se cambi lacrime io riderò con te intere giornate felici Se cambi gioie io giocherò per te passatempi allegri Solo questo per non perderti mai Solo questo per averti al mio fianco Solo questo per goderti nelle mille sere d’inverno e nelle notti d’estate Contro il tempo io ti terrò con me (A.Cherjwom)
stube mia
27-05-2007
Che fuoco arde dentro di me, brucia lento il mio sangue, d'improvviso s'alza alto spegne l'arsura della mia pelle. Consumi il corpo, lento incessante, baciami ora, spegnimi gemente d'amore, possiedimi lingue di fuoco. Dormo tra le tue braccia, conserva calde ceneri di passione, fuoco per mille notti d'amore ('fuoco'A.Cherjwom)
clandestine
29-05-2007
l'occhio spia indignato i tuoi furtivi annali pomeriggi, a casa tua o a casa sua, per fare del furioso sesso camuffato consapevolmente d'amore. Clandestina. Senza ossigenata libertà l'aria che entra nei tuoi polmoni, ma non hai coraggio di lasciare. Catene di acciaio, nessuna cesoia. Te ne freghi. Mani in tasca, dinoccolando vai per strada e tu stai bene. Chi dice che fai pena? chi misura i tuoi lussuriosi stanchi pomeriggi clandestini sul suo metro di libertà. Error? E ti soffiano nell'orecchio fai qualcosa fai qualcosa fai qualcosa fai qualcosa fai qualcosa fai qualcosa fai qualcosa. Sono andato avanti io; così mi hanno detto: vieni avanti cretino! Ben mi stà dovevo farmi i cazzi miei. Sono contento, erano cazzi miei.
lascia, è bello
31-05-2007
'SUICIDIO D'AMORE' GN. Lascia che sia la sera a spargersi nei viali, mentre mi volto indietro e svuoto una valigia, rimangono i capelli, le punte fragili, e gli occhi rossi, rossi contro vento. Angelo mio saltiamo, infondo al buio andiamo, cadendo giù per sempre liberi. Angelo mio saltiamo, spaccami il cuore piano, portami ovunque senza andare via, basterà... Abbracciami, niente ci può sciogliere, ancora i tuoi sospiri, le notti a ridere. Lascia che sia la sera a farci illudere, prima che passi questa notte invano. Angelo mio saltiamo, infondo al buio andiamo, cadendo giù per sempre liberi. Amore mio ti amo, spaccami il cuore piano, solo uno sguardo prima di andar via, basterà, abbracciami... ci troverà la sera, ci troverà la sera, ci troverà... insieme
soggetto
01-07-2007
banalità una bocca simile alla tua da baciare. Banalità, rifare gesti privi di emozione ripetuti da secoli. Banalità, mi dici che non ti piaccio mentre mi fai godere. Banalità se non muori per me d'amore. Banalità della vita. Ti risparmi, sprechi il passo. Caschi dentro la voragine che si è aperta sulla terra. Inghiottita, sparita. Nessuno si accorgerà che manchi.
vendemmia
05-07-2007
A.Cherjwom: morir di uva al mattino. Null'altro che i tuoi seni duri strisce di piacere contro di me acuti capezzoli tracciano azzurre linee non contiene il mio corpo tanta follia disperata brama nella mia bocca tienili ardo succhiarli come uva appena colta dai vigneti e tu potente vortice incessante squarci il mio petto penetri acuti capezzoli chiodi mielati sul mio cuore uccidono azzurri battiti incontrollati dolce morire di uva al mattino
desiderio
07-07-2007
sto delle ore inerte addosso al tuo tronco, la testa sul tuo seno, le tue braccia leggere di dolce mi incatenano. Gli occhi a fessura godono le tue fronde che al vento mi avvolgono, già le foglie volteggiando cadono rivoltose. Coprono la mia nudità di tenui colori e melanconica tenerezza. Chinati e a lungo baciami lenta per tutto il tempo che il vento indaffarato fruga rubando foglie tra le tue copiose ancora verdi fronde. Non stancarti di coccolarmi, fallo finchè canuta i tuoi rami non saranno spogli, il tuo tronco secco, le tue fronde calpestate. Allora non mi avrai più pesantemente tra le tue braccia. Dolce amore mio.
veronesi
09-07-2007
ci sono momenti immobili, pietrificati, sgomenti. Niente respiri, la testa appesantita dall'intrigante vuoto. Le mani indolenzite dal lungo stringere il tempo che sarcastico sta sfuggendo. Non c'è senso, non c'è traccia, con c'è niente dietro: solo tempo passato, perduto, andato, sprecato. Sprecato. Sprecato. Peccato. L'amore non conta più, la famiglia non conta più, l'amicizia non conta più, il cielo non conta più, il mare non conta più, la vita non conta più. Le emozioni sono mute. Gli istinti uccisi. Momento immobile infuocato che da senso al respiro, all'affanno, al silenzio, al passo, al vedere. E' ora di dare senso al senso. E' ora. Tutto il resto non conta. Scrivi e basta. Tutto il resto puzza. Che non possa più dire Peccato. Stammi lontana per un pezzo. Non distrarmi dal vivere.
vola sopra
11-07-2007
disfati di ciò che non puoi realizzare, che mai l'impotenza ti lambisca l'anima. Così pure non ti colpisca mai la stupida arroganza maschile, dimenticala e non ferirà mai più la tua dignità. Sono solo un maschio trapassato e impasticcato, il mio genere mi procura il vomito. Tu resta fiera dentro una lunga notte senza incubi, inebriata dal mio corposo vino rosso. Scorro nelle tue vene, tu vuoi solo me, nessun'altro mai mi avrà.
30.8.2007
13-07-2007
scivolo nel dolore, sorseggio disperazione, sono un'infante di pochi giorni, credo a tutte le allucinazioni, la rabbia è l'energia, stringo il mistero e la malinconia di una mano, sogno l'immobile potenza degli alberi, mi sottraggo alla saggezza della luce. Dentro alberga un segreto profondo, invisibile da fuori. E' quello che mi fa ridere e mi rende invincibile. Un segreto profondo che reca un inebriante analgesico, come quello prodotto con focosi orgasmi da un cervello spudorato. Con mia nonna ho usato un tono freddo: nonna, vado a letto con le donne! la sua risposta è stata: si si, va pure, riposati
trekking
13-07-2007
In una delle sue pensées più cupe, Pascal disse che la fonte di tutte le nostre sofferenze era l'incapacità di starcene tranquilli in una stanza. Perché, domandava, un uomo che ha di che vivere sente lo stimolo a trovare un diversivo in qualche lungo viaggio per mare? O a vivere in un'altra città, o a andarsene alla ricerca di un grano di pepe, o in guerra a spaccar teste? Scoperta la causa delle nostre disgrazie, Pascal volle anche capirne la ragione, e dopo averci riflettuto ne trovò una ottima: e cioè la naturale infelicità della nostra debole condizione mortale; così infelice che, se ci concentriamo su di essa, nulla può consolarci Solo una cosa può alleviare la nostra disperazione, ed è lo svago (divertissement); eppure proprio questa è la peggiore di tutte le nostre disgrazie, perché lo svago ci impedisce di pensare a noi stessi e ci porta gradualmente alla rovina. Chissà, mi domandai, se il nostro bisogno di svago, la nostra smania del nuovo, era, in sostanza, un impulso migratorio istintivo, affine a quello degli uccelli in autunno? Tutti i grandi maestri hanno predicato che in origine l'Uomo 'peregrinava per il deserto arido e infuocato di questo mondo' - sono parole del Grande Inquisitore di Dostoevskij -, e che per riscoprire la sua umanità egli deve liberarsi dei legami e mettersi in cammino. La selezione naturale ci ha foggiati 'dalla struttura delle cellule cerebrali alla struttura dell'alluce' per una vita di viaggi stagionali a piedi in una torrida distesa di rovi o di deserto. Se era così, se la 'patria' era il deserto, se i nostri istinti si erano forgiati nel deserto, per sopravvivere ai suoi rigori 'allora era più facile capire perché i pascoli più verdi ci vengono a noia, perché le ricchezze ci logorano e perché l'immaginario uomo di Pascal considerava i suoi confortevoli alloggi una prigione' (Bruce Chatwin, Le Vie dei Canti.******** Cammina, esci, vai, muoviti, procedi, viaggia, vagabonda, gironzola, prosegui, inoltrati, agisci, avviati SENZA UN PERCHE'; niente è mai finito per sempre, niente è mai iniziato davvero. Nulla sta in una stanza, tutto contiene una parete.
29.8.07
15-07-2007
ti distrai un attimo, una folata odorosa di futuro spalanca la tua porta inutilmente sprangata, tornano i desideri che già ti abitavano dentro, non lottare più quindi. Non urlare, rispondi al cuore con un efficace silenzio. Non sei perfetta per questo ti voglio, se inciampi e cadi la tua faccia per terra vedrà la bellezza della vita. Ti bacio tra il fango e d'incanto la porta si richiude con un dolce stridente scricchiolio. Sorridi invitante digrignando i denti colmi di fango, mi distrai un attimo, una folata odorosa di futuro spalanca la mia porta....
22.8.2007
17-07-2007
due pini marittimi. Poi altri due pini marittimi. Poi ancora due pini marittimi. Poi tu. Unica
nulla
19-07-2007
il nulla è il nulla è una 'sostanza' come tutto quello che tocchiamo e che vediamo. Il nulla azzera il pensiero, resta solo il mio passo quello che mi spetta e che non so cos'è. Il nulla lascia libertà, rende libertà di non sapere sempre tutto, libertà di non avere niente, libertà di non conoscere nessuno, libertà di non costruire domani fasulli. Il nulla è, come tutto e lascia spazio per tutto, per il nuovo, per ciò che non si può conoscere. Cancella quello che sai e che credi di essere, il nulla rende lo spazio libero, toglie le catene dalla tua mente. Il nulla si riempirà di un 'nuovo' bello come la vita sconosciuta e come la tempesta d'estate. Toccami mentre ti accarezzo il collo, io sono nulla. Il tuo nulla, brividi di vita.
disprezzo
20-07-2007
seconda risposta ricevuta: 'disprezzo', amare con disgusto; 'amore e disprezzo allo stesso tempo per la medesima persona'. Non per tutta la durata della storia, non tutti giorni, non in ogni circostanza. Ma c'è. Poi lo senti, si insinua forte tra le mani e il cuore. Come una cornice, in sottofondo, sottile quasi impercettibile. Come il vento che penetra dalle fessure. 'Amare follemente disprezzando profondamente'. Come vomitare nella minestra e mangiarla. Come mordere a sangue le labbra e baciarle. Come sentire dentro una carezza e dopo un pugno. Come odiare la vita che si vive. Questo per me è il disprezzo.
home
21-07-2007
Nietzsche: la paura è la madre della morale. Quindi se sei codarda sei moralista, se sei moralista sei codarda. Codardia e moralismo: lasciali a loro, lascia che si arrabbino di noi e della nostra oscena pura santa libertà. Al ristorante, mentre ceniamo vienimi vicino e leccami il piatto. Mentre ti bacio le mani. Amo la vita, non la realtà. La mia casa non è dentro me, non è dentro te. La mia casa non esiste ma c'è. Ti faccio mia e ti porto come da copione in camera da letto in braccio.
confronto
21-07-2007
cerco significato di disprezzo, immoralità, stronzo, schifo. Sarò grato a chi volesse rispondermi. Intanto ho inciso la tua voce sicura sulla più vergine pagine della mia mente. Tu sai tutte le definizioni. Io no, un po' meno. Perciò sarò grato a chi volesse rispondermi.
24.8.07
23-07-2007
Ho scavato via il mio debole cuore, al suo posto ne ho messo uno invulnerabile. Adesso possiedimi pure
primo atto
25-07-2007
XXIV Quando mi lascerai tu, a me più cara oggi d'ogni parola che io scriva, né più sarai la guardiana del mio cuore di cui sarà ridata a me la chiave - e non sarai - come mi sembri ora - il sole, da cui muove ogni splendore di un cerchiato nimbo, né un infranto raggio di luna che si tuffa in mare, di questo istante mi ricorderò e piangerò, come mi vedi ora, la tua pena d'amore, come un fiore timoroso di morire ma assonnato che osserva un poco languido e sgomento il vento in cui disperderà i suoi petali. XI Tra breve io ti scorderò, mia cara, perciò assapora il tuo piccolo giorno, mese, o semestre, e godi quanto puoi, sia che ti scordi, o ti lasci, od io muoia, tra di noi finirà, col tempo, dico, ti dimenticherò, comunque ora, se m'incanti con splendide menzogne, ti assicuro la mia migliore promessa. Anch'io vorrei che gli amori durassero e non fossero inezie i giuramenti, ma tant'è, la natura si è ingegnata fin qui di perpetuarsi senza sosta - che noi troviamo o no quel che cerchiamo è, biologicamente, irrilevante. Edna St. Vincent Millay.
sopra tutti
26-07-2007
Non consegnarmi mezzanotte all'impuro mezzogiorno bianco. Quando ti chiedi cos'è il tuo corpo, la risposta viene dal buio: io non sono il tuo corpo. Io sono la notte. A te parlo anima notturna l'ora sarà quella stabilita di bocche schiuse e parole alate. Il poeta danza controvento sul viadotto in mano stelle da intrecciare e lune da fregiarsi il volto. Per questo mi hanno chiamata pazza
ancora
27-07-2007
Nulla accade due volte Nulla due volte accade né accadrà. Per tal ragione nasciamo senza esperienza,moriamo senza assuefazione. Anche agli alunni più ottusi della scuola del pianeta di ripeter non è dato le stagioni del passato. Non c'è giorno che ritorni,non due notti uguali uguali, né due baci somiglianti,né due sguardi tali e quali. Ieri, quando il tuo nome qualcuno ha pronunciato, mi è parso che una rosa sbocciasse sul selciato. Oggi, che stiamo insieme,ho rivolto gli occhi altrove. Una rosa? Ma cos'è?Forse pietra o forse fiore? Perché tu, ora malvagia,dài paura e incertezza? Ci sei perciò devi passare. Passerai e in ciò sta la bellezza. Cercheremo un'armonia,sorridenti, fra le braccia, anche se siamo diverse come due gocce d'acqua. Wislawa Szymborska
posto unico
31-07-2007
ho scoperto che c'è chi vende il tempo. Sto torturando un'umana per estorcerle l'indirizzo. Poi la uccido affinchè nessuno sappia. Venderò tutto e svaligerò mille banca e comprerò il tempo. Chi possiede il tempo è padrone del mondo. Avrò il mio tempo e avrò il mio mondo.
tante
03-08-2007
aggiungo vita ai giorni, rifiuto che il tempo aggiunga per me solo giorni alla vita. Dirai 'ma anche questo è già molto'. Per te è molto. Per te che ti penti per non lasciare tracce la prossima volta. Io agisco senza guardarmi indietro senza rimpianti, non mi pento. Ma tu scegli quando bisogna scegliere, non prima. E io ti avevo scelta già da prima, senza attendere l'arrivo del bisogno di te. Per questo resti intatta, io intendo e ascolto il silenzio prima ancora delle parole. Non ho bisogno che tu mi parli nè io di parlarti. Mi giudichi crudele e ignobile?Allora scoprirmi pure, non provo a fingermi migliore di quello che sono.
bici
10-08-2007
Aneddoto di una persona...fedele Io ero molto felice: il mio fidanzato ed io eravamo insieme da più di un anno, perciò decidemmo di sposarci. I miei genitori ci aiutarono in tutti i modi possibili, i miei amici mi assecondavano, il mio fidanzato era un incanto. C'era solo una cosa che mi rendeva inquieta: la migliore amica del mio findanzato. Era intelligente e sexy, delle volte mi faceva il filo, turbandomi... Un giorno, l' amica del mio fidanzato mi telefonò e mi chiese di andare a casa sua per aiutarla con la lista degli invitati al matrimonio: quindi io andai. Era da sola e quando arrivai, mi sussurrò che (nonostante dovessi sposare il suo migliore amico) nutriva sentimenti e desideri verso di me e che non poteva più nasconderli. Prima di sposarmi e compromettere la mia vita e quella del suo migliore amico, voleva fare l'amore con me per una volta sola. Cosa potevo dirle,talmente sorpresa, che non dissi una parola. Lei disse: 'Andrò in camera e (se lo desideri) entra e sarò tua.' Ammirai il suo meraviglioso fondo schiena... come si muoveva al salire le scale!!! Mi alzai dalla poltrona e rimasi lì in piedi per un pò...allora mi girai... andai alla porta d'ingresso...aprii e uscii!!! Mi avviai in fretta verso la mia auto... Il mio fidanzato era fuori con lacrime agli occhi, e mi disse: 'sono felice e orgoglioso di te: hai superato la mia piccola prova...non potevo scegliere una donna migliore come sposa!' MORALE: Lascia sempre il forbicino delle unghie in macchina!!!
nokia
16-08-2007
se arrivo da te lasciami andare via, se fuggo dalla tua vita tienimi stretta stretta. Così sentirai il mio respiro nella tua bocca. Sopravviverai inutilmente; in segreto per vivere aspetterai freneticamente me, che io ti cucia lentamente il cuore rotto. Mi graffi e basta, proprio non puoi trattenermi, sono alba tra le tue mani.
orietta
24-08-2007
mi hai fatto i capelli da dio. Sei libera per questo fai invidia. Parli come sei, dici quel che sei. Per questo sussurrano che sei strana e volgare. Non ti gradiscono come amica. Usciremo in tre a cena e io mi divertirò delle tue parole, delle tue risate e delle tue canzoni stonate. Usciremo in tre a cena e molti infelici perbene ci invidieranno maliziosi la nostra irrefrenabile allegria.
blackmoon
28-08-2007
Lilith, prima moglie di Adamo, rifiutò le sue richieste durante il rapporto sessuale e lo abbandonò. «Ella disse 'Non starò sotto di te,' ed egli disse 'E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.» Lilith pronunciò infuriata il nome di Dio, prese il volo ed abbandonò il giardino del Paradiso, rifugiandosi sulle coste del Mar Rosso. Lilith abbandonò il Paradiso di propria iniziativa, prima della caduta dell'uomo e non toccando l'Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità. E poi quando Dio rimase solo, come succede a tanti, non seppe resistere alla tentazione e volle prendersi un'amante: lei Lilith; ma lei lo mandò a quel paese, all'inferno. Fu comunque uno scandalo inaudito per quei tempi in paradiso. Quindi Lilith è immortale; è il simbolo della femminilità schiacciata dalla prepotenza della cultura patriarcale maschilista, non si assoggetta mai al maschile. E' una donna dalla bellezza sovrumana cui è impossibile resistere, è coperta di peli, ossia priva della depilazione completa, con zoccoli anziché piedi, chiaro simbolismo al suo legame con la luna; alle volte ha la coda da sirena si manifesta solo di notte ha lunghissimi capelli rossi, ricci pelle blu occhi di fuoco, ali. Lilith, infatti è detta anche la Luna Nera che rappresenta alcuni stupendi lati oscuri dell'animo umano: delinea il centro delle pulsioni inconscie e della componente individuale di ogni persona; è padrona di quei bei aspetti della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.
mont blanc
19-09-2007
Perchè vado? non ne so la ragione. So solo cosa sfuggo. Non so cosa cerco. Volubile? Se se, oggi dici il contrario di ieri. Ma amico, io non sono stata adottata (una notte chiesi a mia madre 'sono stata adottata?' e lei 'macchè! non sono mica scema! una come te capita, mica la si va a cercare!' Attenta quindi, non ti mostrare e verrai in luce. E non approvarti, resterai in vista. E neppure vantati, tu già vali. Non gloriarti e salirai in gloria. Lao Tsu (VI/V sec.a.C.)Neppure lui era stato adottato.
dedicata
21-09-2007
Ah che personaggio! Mano infilata in tasca Arriva dondolando Con fare indolente Lei conosce bene tutti i suoi turbamenti Le cadute in verticale I suoi cambiamenti Lei è sovrana dai vestiti trasparenti Regina dei suoi discendenti Dei pensieri più indecenti Quando pensa lei non pensa Che a quell'istante Piange e sorride contemporaneamente Lei è maestra del mio turbamento Cosi immodesta si è gettata al vento Unica e immensa Sfacciata fino in fondo Non le importa niente Di cosa dice il mondo Ah che personaggio! Mano infilata in tasca Arriva dondolando Con fare indolente Lei conosce bene tutti i suoi turbamenti Le cadute in verticale I suoi cambiamenti Lei è maestra del mio turbamento Cosi immodesta si è gettata al vento Lei è maestra del mio turbamento Cosi immodesta si è gettata al vento Unica e immensa Sfacciata fino in fondo Non le importa niente Di cosa dice il mondo Ah che personaggio! Mano infilata in tasca Arriva dondolando Con fare indolente Lei conosce bene tutti i suoi turbamenti Le cadute in verticale I suoi cambiamenti Quando pensa lei non pensa Che a quell'istante Se la osservi lei sorride Se piange è per finta Lei è maestra del mio turbamento Cosi immodesta si è gettata al vento Lei è maestra del mio turbamento Cosi immodesta si è gettata al vento Unica e immensa Sfacciata fino in fondo Non le importa niente Di cosa dice il mondo Ah che personaggio! (Artist: Patrizia Laquidara Album: Funambola Year: 2007 Title: Personaggio)GT
martedì
23-09-2007
se tu avessi sopportato i bisex, se tu avessi fatto la sdolcinata, se tu avessi parlato di Gesù anzicchè di Leopardi, se tu avessi cercato di mettere su famiglia, se tu avessi usato un vocabolario da collegiale beneducata, se tu mi avessi detto vieni vieni nel mio letto. Se tu se tu se tu..non mi fossi scappata via al secondo incontro epistolare, se tu non conoscevi Tiziana. Se le tue parolacce e i tuoi insulti non fossero stati diretti a me. Insomma ti devo ancora correre dietro, mi perdo ogni giorno nel tuo mondo fantastico ed essenziale. Se tu, se tu mi vuoi..anche oggi. Forse si forse no. Tiziana Tiziana che dolce tormento mi hai procurato.
reperti
23-09-2007
'Tu hai voluto mettermi in guardia ma io ti dico (non con le parole ma con il cuore) che non vivere un amore per paura che finisca è da vigliacchi. E' un miserabile aborto emotivo che ti svuota dentro e ti lascia solo lo strazio umiliante di una vita non vissuta. Tra un giorno, un mese o un anno tu potresti stancarti di me, io potrei scancarmi di te, questo può accadere e io ne sono pienamente consapevole. Quando succederà io sarò pronta oppure non sarò pronta, ora non posso saperlo e poco m'importa. So di sicuro che seguirò la mia indole più intima, mi terrò ben stretta a me stessa senza fare tanto rumore. LDF'. Versi incisi su croda da un'amante per un'amante.
ausiliarie
23-09-2007
L'alba è un'insistente spillo arroventato nel fianco destro. 'Poi lentamente e dolcemente hai socchiuso la porta del mio cuore e sei scivolata dentro in profondità senza far rumore, forse già sapevi che io detesto il frastuono delle persone superficiali. E ora io so che nessuno mi conosce meglio di te, non ho più paura di ridere, non ho più paura di piangere finchè sarai con me.Ti amo. LDF' L'alba è un arroventato spillo conficcato nel fianco destro. Dormi su un divano girata sul fianco sinistro. Mentre ti bacio i capelli, roventi punte di stelle taglienti tra le labbra. Dolce dolce dolce alba.
fatti nostri
25-09-2007
LA PARABOLA DELLA RANOCCHIA. C’era una volta una gara di ranocchi L’obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro. Cominciò la gara. In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo: "Che pena !!! Non ce la faranno mai!" I ranocchi cominciarono a desistere, tranne una che continuava a cercare di raggiungere la cima. La gente continuava : "... Che pena !!! Non ce la faranno mai!..." E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne la solita ranocchia testarda che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quella ranocchia che, sola e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima. Gli altri volevano sapere come avesse fatto. Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiederle come avesse fatto a concludere la prova. E scoprirono che... era sorda! ...Non ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere negative... DERUBANO LE TUE MIGLIORI SPERANZE E IDEE! Le parole che ascolti o che leggi hanno un potere. Per cui, preoccupati di essere sempre te stesso! Riassumendo: sii sempre sorda quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni.
the end
15-06-2008
la vita è come un film d'autore. Anche se ti piace lo puoi vedere una sola volta. E a volte pure, la pellicola sul più bello si rompe bruscamente.
Marta
15-07-2008
scrivere di te è facile. Perchè tu parli da te. Scrive il mio cuore, le mie dita battono al tempo del respiro. Ti ho conosciuto davvero, so che sei tra quelle poche che sanno vivere per una volta sola. Non ti ho conosciuto, ma ti guardavo passare nei miei viali con il tuo portamento fiero ed elegante. Con i tuoi capelli biondi e il tuo deciso passo delicato. Io non so proprio nulla di te, ma so che nella mia vita è passata una donna originale, diversa dal solito, rassomigliante ad un soffio d'argento che fa brillare le stelle dell'universo. E io, vorrei ridarti la voce e il sangue, come se fossero miei. In questi giorni afosi, per me sei il più dolce suono che genera il vento. Ma sei anche la mia razionalià, che ho di te. E mi manchi, mi manchi, insopportabile lontananza. Così va bene, è impossibile perderti.
 

 
 
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